…”Chi Vù Ji Vulannu”

8 June 2007

Che simpaticoni!!!

Filed under: Lo sapevate? Sapevatelo! — Paolo @ 10:15

Bush prima di una diretta con il suo popolo…checcarino!

 

fonte: beppegrillo.meetup.com

 


 

 Berlusconi fa le corna nella foto del vertice Ue

fonte: la Repubblica

 


 

 

L’onorevole di An Daniela Santanchè replica con un gestaccio ai cori dei manifestanti giunti a Roma per protestare contro la riforma della scuola

fonte: Corriere della Sera

 


 

7 June 2007

il Sig. Muller

Filed under: Lo sapevate? Sapevatelo! — Paolo @ 12:07

fonte ECplanet.com, molto interessante:

Il Sig. Müller (quello degli Yougurt) viene da Aretsried che sta in Baviera, quindi giù nel Sud.
ll Sig. Müller è un imprenditore, e ciò che viene prodotto nelle sue fabbriche sicuramente l’avete già visto nei supermercati.

Il Sig. Müller infatti produce tante cose che sono fatte di latte.
Insomma, veramente sono le mucche che fanno il latte, ma il Sig. Müller lo impacchetta bene e fa in modo che arrivi nel supermercato dove voi, dopo, lo potete comprare.

Siccome il Sig. Müller è un imprenditore, ha pensato di intraprendere qualcosa e ha costruito una fabbrica. Più precisamente, la costruisce nella Sassonia, nell’Est.

In fondo, a nessuno serve una nuova fabbrica di latte perchè ce ne sono già troppe che già producono troppi latticini. Ma il Sig. Müller l’ha costruita lo stesso.
E siccome nella Sassonia la gente è povera e non trova lavoro, lo stato da soldi a chi costruisce nuove fabbriche. Infatti, di posti di lavoro, a differenza del latte, non ce ne sono mai abbastanza.Quindi il Sig. Müller ha compilato una domanda, l’ha portata alla posta e l’ha spedita.

Poi, qualche giorno dopo, la regione Sassonia e l’Unione Europea da Bruxelles gli hanno mandato un assegno di 70 milioni di Euro,sette zeri, quindi tantissimi soldi, molto più di quanto entri nel vostro salvadanaio.

Il Sig. Müller, dunque, ha costruito la sua nuova fabbrica ed ha assunto 158 persone.

Evviva il Signor Müller!

Quando la fabbrica del Sig. Müller poi ha prodotto tanti latticini, lui si è accorto che non riusciva a venderli tutti, poichè ci sono già troppe fabbriche e latticini: insomma, in fondo lo sapeva già prima, ed anche i signori della regione Sassonia e dell’Unione Europea già lo sapevano, anche perchè veramente non è un segreto e i soldi glieli hanno dati lo stesso, non i loro soldi, i vostri.

Sembra strano, ma è così.

Allora, cosa ha fatto il Sig. Müller?

Su in Bassa Sassonia, abbastanza lontano nel nord, il Sig. Müller ha un’altra fabbrica che stava lì da 85 anni, comprata a un certo punto da Müller.

Siccome ora c’era la bella fabbrica nuova in Sassonia, lui non aveva più bisogno di quella vecchia in Bassa Sassonia, l’ha chiusa e 175 persone hanno perso il lavoro. Se siete stati attenti avrete già notato che Müller ha
eliminato 17 posti di lavoro in più di quanti ne avesse creato.

Per fare questo, ha PRESO 70 milioni di Euro.

Se dividete per 17 i 70 milioni saprete che il Sig. Müller per ogni posto di lavoro eliminato ha preso più di 4 milioni di Euro.

Eccolo come ride… certo, solo quando nessuno guarda, perché di solito con faccia molto triste, racconta a tutti quanto sta male.

Ma Müller non se ne sta certo lì seduto ad aspettare cosa succede, ma pensa, anzi, a come stare stare meglio.

Dovete sapere che è risparmiatore e sicuramente conoscete i suoi contenitori del latte.

E’ buono e ci entravano 500 ml, cioè mezzo litro di latte.

Da un pò di tempo, comunque, il Sig. Müller il suo latte lo vende in belle bottiglie, non più in confezioni di carta.

Le bottiglie sono pratiche perchè si fanno richiudere e sono belline.

Comunque, dentro ora ci sono soltanto 400 ml ma costano lo stesso.

Così risparmia il Sig. Müller - e risparmiare è una virtù, lo sappiamo tutti.

Se ora volete sapere perchè gente come Müller non viene appesa all’albero più vicino, allora vi devo dire che queste cose semplicemente non si fanno.

La prossima volta, però, che siete al supermercato, lasciate semplicemente nello scaffale le cose del Sig. Müller e comprate altre marche. Sono ugualmente buone e spesso costano anche di meno, e FORSE (?) sono prodotte da un imprenditore che nel termine "responsabilità sociale" vede ancora un senso. Ora mi viene in mente che il Sig. Müller vuole anche risparmiare sulle tasse di successione e ha deciso di trasferire la sua residenza in Austria.

Già, dimenticavo di dire a tutti coloro che ancora non lo sanno: Müller appoggia la NPD partito nazionaldemocratico della Germania, (cioè neonazista), in quanto a capo ci sono suoi cari amici.

Chi si fida di Bush…

Filed under: Lo sapevate? Sapevatelo! — LaScimmia @ 10:56

3 June 2007

I racconti di Zio Mario - La Cena -

Filed under: , i Racconti di Zio Mario — Gianfranco @ 10:49

La Cena

 

Era il periodo della guerra, 1942-43; assieme al fratello Antonio e allo zio Matteo abitavamo a Cosenza presso una famiglia composta dai genitori e tre figli quasi della nostra età.

A quell’epoca la vita era al limite della sussistenza; quel poco che si poteva avere, come il pane, era razionato dalle tessere annonarie.

Tutte le sere la signora preparava le colazioni per noi e per i figli: mezzo filoncino di pane con dentro della verdura. L’operazione assumeva per noi un momento solenne. Davanti alla porta della cucina io ed il fratello controllavamo attentamente il taglio del filoncino in due parti che dovevano risultare perfettamente eguali. Ci accorgemmo che la signora non tagliava esattamente al centro il filoncino per cui ne risultava una parte più lunga per favorire i figli. Io ed il fratello intervenivamo spesso richiamando la signora ad una maggiore correttezza.

Era inevitabile che una volta o l’altra si arrivasse alla rissa; questa infatti scoppiò quando il figlio più grande intervenne per allontanarci dalla porta della cucina.

Volarono spintoni e pugni alla rinfusa; il cestino del pane ed i broccoli volarono per aria; nella mischia la signora ricevette un pugno nello stomaco e la rissa finì quando vedemmo la signora stramazzare a terra dal dolore.

Alla fine io mi trovai imbrattato di broccoli, il fratello con la camicia strappata, il figlio della signora con un ematoma sul viso ed un occhio nero e la signora colta da malore.

In silenzio raccogliemmo i pezzi di pane ed i pochi broccoli rimasti; componemmo al meglio le colazioni che avidamente consumammo, ma mortificati per l’increscioso incidente capitato alla signora.

Da quella sera la signora preparava le porzioni non disturbata da nessuno e la metteva tutte in un cestino dal quale ognuno prelevava liberamente la propria.

E’ proprio vero che  quasi tutti i moti popolari e le rivoluzioni nella storia degli uomini sono stati determinati dal vuoto degli stomaci.

 

Zio Mario

I racconti di Zio Mario - ‘E Garrube -

Filed under: , i Racconti di Zio Mario — Gianfranco @ 10:45

‘E Garrube

Durante il periodo di guerra 1942-43 mi trovavo a Cosenza dove frequentavo le scuole medie. Abitavo assieme al fratello Antonio da una famiglia composta da genitori e tre figli della nostra età.

La vita era veramente difficile; non si trovava nulla e quel poco che si poteva avere era razionato dalle tessere annonarie. Bisognava aguzzare l’ingegno per trovare qualcosa che spegnesse momentaneamente i morsi della fame.

In giro per le vie di Cosenza, come un lupo affamato, osservavo attentamente tutto ciò che potesse servire per smorzare la fame. Un giorno mi fermai nel piazzale della stazione ferroviaria ad osservare i cavalli attaccati alle carrozzelle; portavano una grossa borsa attaccata al collo nella quale vi erano delle carrube per mangime. Li osservai attentamente e considerai che erano più fortunati di me perché almeno masticavano qualcosa.

Decisi di partecipare al luculliano pranzo!

Quando il cocchiere scendeva dalla cassetta e si allontanava, io mi avvicinavo al cavallo e, appena vedevo che aveva imboccato, infilavo rapidamente la mano nella borsa e tiravo fuori tre-quattro carrube.

Mi rendevo conto che correvo un serio rischio di lasciarci la mano e pertanto prendevo tutte le precauzioni del caso. La cosa funzionava bene che, spesso verso le ore undici, mi recavo alla stazione ferroviaria a fare colazione con i cavalli.

 

Zio Mario

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