…”Chi Vù Ji Vulannu”

23 February 2007

Enotria…. terra ‘divina’

Filed under: Vino — Paolo @ 16:45

Gli ulivi, gli agrumi e le viti rappresentano le risorse fondamentali della Calabria, una terra dove i vini hanno una storia antichissima. I Greci portarono nella zona vitigni preziosi la cui eredità sopravvive ancora oggi. Ecco spiegata, così, la denominazione di “Enotria” che ai tempi della Magna Grecia indicava i territori calabresi e lucani che si affacciano sul Mar Ionio e che in greco significa, appunto, “terra del vino”.

Il Gaglioppo, vitigno antichissimo proprio della Calabria, presenta interessanti caratteristiche aromatiche tipiche. Altri vitigni molto diffusi sono il Trebbiano Toscano, il Greco, il Pecorello, il Malvasia, il Mantonico, il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Guarnaccia, il Magliocco Canino, il Sangiovese, ecc.

Pur con notevoli differenze pedo-climatiche, il vigneto calabrese si rivela piuttosto omogeneo con una prevalenza di vitigni a bacca rossa tra cui primeggia il Gaglioppo, buona base per uvaggi corposi, che insieme a uve nere,  varietà di Nerello, al Greco Nero e ad altri vitigni, produce rossi intensi ed eleganti; accostato, invece, secondo una tradizione calabrese, a uve bianche offre ottimi vini da tavola. Tra i bianchi prevale il Greco Bianco che oggi viene vinificato dopo un leggero appassimento: il risultato è un ambrato vino da dessert.

Attualmente molte aziende vinicole calabresi cercano di ridurre le rese e impiegare tecniche di vinificazione moderne e ciò  ha portato un incremento della percentuale dei vini Doc. I vini coperti da una Denominazione d’Origine Controllata in Calabria coprono il 20% circa della produzione totale che nel 2000 è stata stimata a 681000 ettolitri. Nella regione ci sono 12 vini Doc nelle differenti tipologie di rosso, bianco, rosato, riserva, superiore, ecc. I vini da tavola e Igt sono pochi, tuttavia una notevole quantità del vino calabrese è commercializzato sfuso.

Bianco, dolce e liquoroso è il vino Zibibbo prodotto in molte località della Calabria; l’uva omonima da cui proviene è di origine orientale, a bacca bianca, con grossi acini che si fanno appassire: è un vino da dessert. Sempre produce, con uve passite, un altro vino pregiato utilizzato per accompagnare dolci e torte: il Greco di Bianco.

Da notare, inoltre, che in Calabria l’80% delle viti è lavorato ad alberello: questo conferma una produzione tradizionalmente indirizzata a una splendida gradazione alcolica.

7 February 2007

Ossigenare il vino…

Filed under: Vino — LaScimmia @ 21:04

 il Vinturi Essential Wine Aerator è l’ultima diavoleria studiata e brevettata per areare il vino quando si versa.
Vi rigiro un articolo di "Francesco Benincasa" pubblicato per "Nexta Media":


 

La ricerca tecnologica, pur mantenendo il contatto con operazioni tradizionali e rituali come quella di lasciar decantare i vini, riesce a fornire un prezioso contributo nel risparmio di tempo.

Quanto possa essere importante il procedimento di ossigenazione del vino, soprattutto parlando di vini di una certa qualità, e quanto sia produttivo lasciar respirare la preziosa bevanda per il giusto tempo, al fine di coglierne i migliori aromi, sono punti fondamentali per l’educazione al corretto approccio con la degustazione.
Ma determinate regole esistono anche per essere superate da studi accurati. E’ questo il caso dei produttori di un areatore per il vino, realizzato per ridurre al minimo i tempi di attesa del procedimento di ossigenazione.

Il Vinturi Essential Wine Aerator è infatti un oggetto studiato per garantire lo stesso bouquet, aromi e profumi di un vino lasciato decantare, eliminando però il tempo di attesa fisiologico che generalmente bisogna attendere utilizzando un normale decanter. La formula alla base di questo studio è il Principio di Bernoulli, secondo il quale all’aumentare della velocità di un liquido in movimento la sua pressione interna decresce.
Quando il vino viene versato nell’areatore Vinturi, il caratteristico design dell’oggetto in questione riesce a creare un aumento della velocità del liquido con conseguente decremento della pressione, e questa differenza di pressione si trasforma nell’aria che si mescola con il vino per la sua perfetta areazione.

L’assicurazione che viene rilasciata dalla casa produttrice è quella di non poter rimanere delusi dal lavoro di questo interessante gadget, candidato a misurarsi anche con i palati più esigenti e bene abituati. E chissà che giudizio potrebbe darne il robot progettato dai ricercatori della Nec System Technologies e della Mie University congiuntamente: un piccolo sommelier elettromeccanico in grado di distinguere tra vini buoni e cattivi e consigliare addirittura accoppiamenti con i formaggi, frontiera di quella robotica che in Oriente inizia a sostituire con sempre maggiore regolarità mansioni tradizionalmente umane.


Il sito è il seguente: https://www.vinturi.com/home.html e questa è la formula dalla quale sono partiti per creare questo oggetto, che tiene conto di diverse variabil quali la densità del liquido, l’accelerazione che subisce attraversando l’oggetto in caduta ecc.
In pratica all’aumento della velocità del vino corrisponde una diminuzione della pressione al suo interno…

…alla salute…

 

2 February 2007

La coca-cola del Nonno…

Filed under: Vino — Paolo @ 17:03

Così chiamavamo da piccoli il vino del Nonno… ricordo che lui si divertiva molto!!

Quando eravamo a pranzo dai nonni se noi piccoli ne chiedevamo un pò, più per curiosità che per piacere, lui ce ne faceva assaggiare sempre un goccio, orgoglioso del suo vino. Lo portava con sè quando viaggiava, quando si allontanava da Belmonte, non si fidava dei vini degli altri, "quelli imbottigliati", diceva lui, "usano i conservanti". Lo portava sempre nella sua borsa di pelle marrone, ben avvolto nelle pagine di quotidiano, in genere la gazzetta del sud. Quando mi è capitato, qualche volta anche qui a Roma, di trovarmi in qualche ristorante, con il nonno e papà, e il cameriere chiedeva cosa volessimo da bere lui lo tirava fuori, noncurante di lui che molte volte lo guardavano meravigliati; "io ho il mio" diceva e allora tutti si sorrideva e lui compiaciuto mi si avvicinava e mi sussurrava: "Pauliniè…questo è vino genuino!!".

Eh… bei ricordi ormai impolverati come lo erano le sue bottiglie nella bella cantina. E quante litigate con la nonna quando lei gliene puliva qualcuna. A casa nostra, quando ci si riuniva con i nonni per qualche ricorrenza, lui portava le bottiglie speciali, le bottiglie di grande annata, quelle bottiglie che ancora oggi avrebbero avuto più degli anni miei. Erano bottiglie dal profumo unico, le poteva aprire solo lui…. le muoveva con estrema delicatezza come se stesse maneggiando un ordigno esplosivo…. le vuotava con lentezza fino a riempirne il primo bicchiere che osservava con attenzione controluce, ne rubava il profumo odorando a fondo per coglierne tutte le sfumature, e ne assaggiava un sorso, tutto in rigoroso silenzio, mentre noi osservavamo in attesa di un responso, e poi finalmente questo bicchiere veniva promosso da un suo sorridente giudizio e da un esclamazione di assenso: "AAhhhh magnifico".

Ci sarebbe ancora da scrivere tanto ma diventerebbe pesante da leggere…….allora mi fermo e vi dò appuntamento alla prossima puntata……intanto vi aspetto per eventuali commenti in questa nuova sezione che sarà sicuramente incrementata con articoli interessanti sul nostro e sull’altrui vino, sensazioni da assaggio, memorie di una bevuta e tutto quanto diventa "di-vino"

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